1.1 Descrizione della struttura e dei compiti dell'Unità di Ricerca
Italiano
Presso l’Università della Tuscia sarà operativa un‘Unità di Ricerca costituita da un Professore associato e da un giovane ricercatore. Compito dell’Unità sarà procedere al censimento del corpus epistolare manoscritto di Pietro Aretino, e quindi all’acquisizione, alla descrizione e alla trascrizione dei materiali repertoriati. La ricerca comporterà un’indagine sistematica, da condurre a livello internazionale, dei depositi documentari che conservino traccia di carteggi primo-cinquecenteschi, in particolare, ma non esclusivamente, di materia politico-diplomatica, economica, storico-artistica, letteraria, religiosa.
La ricerca sulla tradizione manoscritta dell’epistolario aretiniano ha un punto di partenza obbligato, costituito dai 3271 testi compresi nella serie dei “libri di lettere” editi dallo stesso scrittore dal 1538 al 1557 (l’ultimo postumo, ma allestito su indicazione dell’autore); da integrare con le 860 lettere a lui destinate anch’esse edite vivente lo scrittore (in una prima serie nel 1542, con i 44 testi dati in appendice al secondo libro delle sue lettere; poi, in forma autonoma, nei due libri del 1551-1552) . Un corpus esteso – di gran lunga il più ricco e il più celebrato del secolo – ma lontano dall’essere realmente comprensivo di una produzione epistolare che fu capillare e continua, al punto da diventare col tempo la forma di scrittura dominante e nell’ultimo decennio pressoché l’unica praticata. L’argomento non è stato finora oggetto di nessuna indagine finalizzata. Il momento di maggiore approssimazione è rappresentato dall’”indice provvisorio” delle “Lettere sparse di Pietro Aretino” approntato da Paul Larivaille nel 1980 (19892), all’interno di uno studio sulla raccolta di lettere di argomento aretiniano allestita nel secondo Ottocento da Salvatore Bongi e conservata nel Fondo Bongi dell’Archivio di Stato di Lucca; studio nel quale si dà notizia di 101 lettere manoscritte (autografe o in copia). Al momento, sulla base di una ricerca ancora largamente provvisoria, le lettere manoscritte note sono diventate 178, ma c’è ragione di ritenere che risultati tali da integrare cospicuamente il computo noto possano derivare da una perlustrazione sistematica di depositi soprattutto archivistici (quello roveresco e quelli vaticani, per esempio, potenzialmente non meno ricchi di materiali aretiniani di quello gonzaghesco perlustrato in passato da Alessandro Luzio; oltreché le varie serie diplomatiche da e per Venezia, Roma, Firenze, Milano, Napoli, come pure le corti di Francia, Spagna, Inghilterra, Polonia e perfino quella di Costantinopoli). Una perlustrazione sempre auspicata ma mai avviata soprattutto a ragione del notevole impegno finanziario richiesto.
All’origine della ricerca si pone anche l’esigenza ormai non più ulteriormente procrastinabile
di un’indagine sistematica di natura paleografica, testuale, storica. Al momento infatti è ancora del tutto carente la situazione degli studi sulle abitudini grafiche dello scrittore, anche se le risultanze delle rapide incursioni di Giovanni Aquilecchia negli anni Ottanta e dell’expertise recentissima di Paolo Marini, sia pure condotte su un campione limitato di testi, consentono di muovere per quella strada con minori incertezze. Anche la situazione testuale è bisognosa di approfondimenti. Da sempre i lettori si interrogano sulla effettiva corrrispondenza tra il dettato delle lettere a stampa a quello delle missive realmente inviate, e finora le ipotesi prodotte –nel senso della conferma o della messa in discussione di quella rispondenza – sono state radicalmente condizionate dalla mancata verifica dei materiali superstiti. Il punto si rivela decisivo non solo per una più esatta penetrazione dell’intero epistolario, ma anche per la definizione dello statuto (documentario o retorico?) della serie testuale e di ciascuno dei suoi passaggi. Questo perché è proprio attraverso quello statuto che passa la definizione delle logiche in atto (attinenti alle contingenze soprattutto del dibattito politico, ma anche di quello letterario, artistico, religioso) e una esplicitazione della dialettica non sempre evidente tra le logiche del momento originario – di scrittura e invio della lettera - e quelle del momento a valle – quello dell’allestimento della silloge a stampa (che, è noto, poteva anche essere successivo di anni). Il senso ultimo della cronologia della serie epistolare, che nelle stampe è spesso alterata e in non pochi casi addirittura inverosimile, può essere penetrato grazie all’acquisizione di un numero congruo di originali o di copie che conservano memoria della datazione originaria. Per esempio è proprio attraverso una messa a punto dei tempi e, quindi della strategia, di diffusione della pagina epistolare, che passa la lettura esatta di uno dei momenti più problematici della carriera di Aretino ‘lettore d’arte’- alludo alla lettera a Michelagelo sui nudi della Sistina -.
Compiti specifici dell’Unità di Ricerca saranno:
a) il censimento, l’acquisizione, la trascrizione critica del corpus epistolare manoscritto di Pietro Aretino, un patrimonio ancora imprecisato e solo in parte corrispondente ai testi selezionati dallo stesso autore per i sei libri delle sue lettere e per i due delle lettere a lui dirette;
b) l’individuazione di tratti grafici in grado di consentire una più precisa caratterizzazione e storicizzazione della mano dello scrittore, e quindi la delimitazione della tranche autografa dei materiali censiti;
c) l’analisi filologica del rapporto che intercorre di volta in volta tra la redazione originaria e quella poi a stampa della pagina epistolare;
d) l’allestimento del testo critico dei materiali recuperati;
e) la ricostruzione del rapporto personale e politico sotteso a ogni lettera;
f) la discussione, sulla base delle acquisizioni inedite o delle variazioni rispetto a quelle edite, delle linee guida della strategia aretiniana e delle sue prese di posizione in materia di politica, poetica, arte, religione.
Ne risulterà un contributo che potrebbe essere decisivo ai fini
- della penetrazione della vicenda individuale dello scrittore;
- del recupero di momenti o circostanze poco o mal noti e della ricostruzione più plausibile di episodi rimasti oscuri.
Questo nella consapevolezza che le Lettere, sia quelle a stampa sia quelle manoscritte, rimangono una delle porte d’accesso privilegiate – ma anche d’obbligo – per la penetrazione di snodi decisivi nella storia della letteratura, dell’arte, della politica, della religione, del costume del secolo, e non solo con riferimento all’Italia. In ogni caso un corpus, quello che risulta dalla serie epistolare, tale da dare pienezza di senso ai comportamenti pubblici e privati dello scrittore e dei suoi altissimi corrispondenti, per esempio attraverso la messa a fuoco ulteriore di rapporti, tali quelli con Michelangelo, Tiziano, Sansovino, Sebastiano del Piombo, Tintoretto, che furono subito e clamorosamente pubblici, con ricadute di tutto rilievo nella stessa nascita della critica d’arte.
Inglese
A Research Unit, made up of an Associated Professor and a young researcher, will work in University of the Tuscia. The Unit will take census of Aretino’s complete handwritten letters; then, found documents will be acquired, descripted and transcripted. The research will require an international and methodical exploration of funds preserving letters of the first half of the Cinquento concerning politics, diplomacy, business, art history, literature, and religion.
Each research on handwritten tradition of Aretino’s letters has to start from the 3271 texts included in the series of “letters books” edited by the writer himself from 1538 to 1557 (the last one was posthumous, but arranged on author’s suggestions). These letters have to be integrated with the other 860 ones addressed to Aretino and published during his lifetime (44 letters were included in an appendix of the second book of his letters printed in 1542; then, other letters were collected in the two books printed in 1551-1552). It is a very vast corpus – the richest and the most celebrated in the sixteenth century –, although it doesn’t include all the letters really written. These were so diffused and famous that the letter became quickly the main literary genre: in the last decade of the sixteenth century it was the only one practised. There has been no complete analysis of this subject. The most important contribute is still the “provisional index” of the “Uncollected letters of Aretino” (“Lettere sparse di Pietro Aretino”) provided by Paul Larivaille in 1980 (19892), as a part of an essay concerning a collection of letters on Aretino prepared by Salvatore Bongi in the second half of the nineteenth century and preserved in the Bongi Fund (Fondo Bongi) of the Archivio di Stato in Lucca. In this essay Larivaille draws attention to 101 unknown handwritten letters (autographic or manuscript copies). For now, according to a provisional research, known handwritten letters upgrade to 178, but probably a systematic research in the Rovere Archive or in the Vatican Archive – as rich of aretinian materials as the Gonzaga, explored in the past by Alessandro Luzio – could add other ignored letters. Moreover, other letters might be found in diplomatic funds in Venice, Rome, Florence, Milan, Naples, as long as the courts of France, Spain, Britain, Poland up to Costantinopole. Such a research has been often planned, but never started, depending on the high costs foreseen.
The starting point of the research is, out of doubt, also the necessary requirement of a methodical inquiry dealing with paleographical, textual, and historical problems. At the moment, in fact, we have limited information about writer’s spelling habits. Anyway, the results of Giovanni Aquilecchia’s quick excursions in the eighties and the recent expertise provided by Paolo Marini – even if checked texts were not so many – allow to face the problem with less difficulties. Textual question needs close examinations, too. Many scholars doubt of the actual correspondance between printed letters and sent letters. In fact, current hypotheses are not definitive, lacking a check on surviving documents. This is one of the most important points, not only to try to understand deeply the complete collection of letters, but also to define the real nature of letters (documentary or rethoric?). In fact, such a nature could reveal Aretino’s strategy (dealing with political, literary, artistic, and religious debate) and the connection, not so clear yet, between original handwritten letters and their collection, often published a few years later. A lot of autographical letters or copies including original datings may illustrate the real meaning of letters chronology, often modified in printed collection and sometimes unlikely. For instance, only the exact time of circulation of his letters, decided by the author with a precise strategy, enables us to realize one of the most problematic moment of the career of Aretino as an ‘art critic’– I refer to the letter to Michelagelo about nudes of the Sistine Chapel –.
The following are the specific aims of Research Unit:
a) census, acquisition, critical transcription of Pietro Aretino’s handwritten epistolary corpus, a not yet well-known patrimony, only partially corresponding to the six books of letters written and selected by the author and to the two books of letters addressed to him;
b) finding out Aretino’s spelling habits in order to characterize his writer’s hand;
c) philological analysis of the liaison between autographal version and printed version;
d) critical edition of recovered documents;
e) reconstruction of personal and political relationships substained in each letter;
f) discussion about main items of Aretino’s stategy and positions about politics, poetics, art, and religion, based on unpublished acquisitions or different versions of published letters.
This is relevant for:
- the context of writer’s existence;
- recovering bad known or ignored events or restoring obscure episodes.
It’s clear that Aretino’s letters, both the printed and the handwritten ones, are surely an exclusive and obliged point of view to understand topical moments in literary history, art history, politics, religion, sixteenth century habits, not only regarding italian culture. At any rate, letters can fully explain private and public writer’s behaviour including his famous correspondents, for instance, focusing further and useful details about relationships with artists like Michelangelo, Tiziano, Sansovino, Sebastiano del Piombo, Tintoretto. Such relationships become uproariously public, with important influences on the origin of art criticism itself.
1.4 Pubblicazioni scientifiche più significative del Responsabile Scientifico dell'Unità di Ricerca
Italiano
a) saggi, edizioni e commenti in volume:
1. Pietro Aretino, Ragionamento - Dialogo, a c. di P.P., con introd. di Nino Borsellino, Milano, Garzanti, 1984 ("I Grandi Libri");
2. Bartolomeo Davanzati, Novella di Matteo e del Grasso legnaiuolo, a c. di P.P., Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1987 ("Bibliotheca Biographica" 30);
3. P.P., Filologia ed esegesi dantesca nel Quattrocento. L'«Inferno» nel «Comento sopra la Comedia» di Cristoforo Landino, prem. di Giorgio Petrocchi, Firenze, Olschki, 1989 ("Biblioteca dell'«Archivum Romanicum» 222);
4. La novella del Grasso legnaiuolo, a c. di P.P., Pres. di Giorgio Manganelli, Milano-Parma, Fondazione Bembo-Guanda, 1990 ("Biblioteca di scrittori italiani") [II ed.: Milano, Garzanti 1998 ("I Grandi Libri" 759)];
5. Letteratura italiana, dir. da Alberto Asor Rosa, Gli Autori. Dizionario bio-bibliografico e Indici, a c. di Giorgio Inglese, P.P., Luigi Trenti, 2 voll., Torino, Einaudi, 1990-1991;
6. Pietro Aretino, Lettere, 2 voll., introd., scelta e commento di P.P., Milano, Rizzoli, 1991 ("Biblioteca Universale Rizzoli" L802-803);
7. Ortensio Lando, La sferza de' scrittori antichi et moderni, a c. di P.P., Roma, Vignola, 1995 ("Biblioteca di letteratura italiana" 2);
8. Pietro Aretino, Lettere. Libro I, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 1997 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/1);
9. Anton Francesco Doni, Contra Aretinum (Teremoto, Vita, Oratione funerale), a c. di P.P., Manziana, Vecchiarelli, 1998 ("Dipartimento di Storia e culture del testo e del documento - «Studi e testi» 6");
10. Pietro Aretino, Lettere. Libro II, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 1998 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/2);
11. Commenti danteschi dei secoli XIV-XV-XVI, a c. di P.P., CD, Roma, Lexis, 1999 ("Archivio Italiano");
12. Giovan Alberto Albicante, Occasioni aretiniane. (Vita di Pietro Aretino, Abbattimento, Nuova contentione), a c. di P.P., Manziana, Vecchiarelli, 1999 ("Cinquecento. Testi" 1);
13. Pietro Aretino, Lettere. Libro III, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 1999 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/3);
14. Pietro Aretino, Lettere. Libro IV, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 2000 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/4);
15. Pietro Aretino, Lettere. Libro V, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 2001 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/5);
16. Pietro Aretino, Lettere. Libro VI, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 2002 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/6);
17. Lettere scritte a Pietro Aretino. Libro I, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 2003 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" VII/1);
18. Lettere scritte a Pietro Aretino. Libro II, a c. di P.P., Roma, Salerno Editrice, 2004 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" VII/2);
19. Lodovico Dolce, Terzetti per le «Sorti», a cura di P.P., Treviso-Roma, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, 2006;
20. Francesco Marcolini, Le Sorti, rist. anast. dell’ed. 1540, a cura di P.P., Treviso-Roma, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, in stampa;
21. Studi per le ‘Sorti’, a cura di P.P., Treviso-Roma, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, in stampa.
b) curatele di atti o volumi miscellanei:
22. Cinquecento capriccioso e irregolare. Eresie letterarie nell'Italia del classicismo, Seminario di Letteratura italiana, Viterbo 6 febbraio 1998, a c. di P.P. e Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 1999;
23. Cum notibusse et comentaribusse. L'esegesi parodistica e giocosa del Cinquecento, Seminario di Letteratura italiana, Viterbo, 23-24 novembre 2001, a cura di Antonio Corsaro e P.P., Manziana, Vecchiarelli, 2002;
24. Studi sul Rinascimento italiano-Italian Renaissance Studies. In memoria di Giovanni Aquilecchia, a cura di A.Romano e P.P., Manziana, Vecchiarelli, 2005;
25. Il Rinascimento italiano di fronte alla Riforma: letteratura e arte-Sixteenth Century Italian Art and Literature and the Reformation, Atti del Colloquio internazionale London, Warburg Institute 30-31 gennaio 2004, a cura di Chrysa Damianaki, P.P., Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 2005;
26. Ex marmore. Pasquini, pasquinisti, pasquinate nell’Europa moderna, Atti del Colloquio internazionale Lecce-Otranto 17-19 novembre 2005, a cura di Chrysa Damianaki, P.P., Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 2006;
c) studi editi in rivista o in pubblicazioni collettive:
27. Per una lettura del "Ragionamento" e del "Dialogo" di Pietro Aretino, «La Rassegna della letteratura italiana», XCI, 1987, 1, 46-65;
28. Note e testi per Francesco Angelo Coccio, «La Cultura», XXVII, 1989, 2, 387-417;
29. Per il Doni antiaretiniano. L'"Orazione funerale", «Studi e problemi di critica testuale», 47, 1993, 119-134;
30. "Ragionamento" e "Dialogo" di Pietro Aretino, in Letteratura italiana, dir. da Alberto Asor Rosa, Le Opere, II. Dal Cinquecento all'Ottocento, Torino, Einaudi, 1993, 353-379;
31. Corrispondenti aretiniani. Giovan Pollio Lappoli, il Pollastra, e una sua satira inedita, «Filologia e critica», XVIII, 1993, 1, 70-86;
32. L'utopia consumata. Il "Mondo savio-Mondo pazzo" di Doni, in Letteratura italiana e utopia, Roma, Editori Riuniti, 1994, 13-27 («FM 1994. Annali del Dipartimento di Italianistica [dell'Università di Roma "La Sapienza"]»);
33. Pasquino genius loci, in Il localismo nell'economia e nell'analisi del territorio, nella lingua e nella letteratura, nella gestione degli archivi e delle biblioteche, Sant'Oreste 13-14 ottobre 1995, a c. di Luciano Osbat, Manziana, Vecchiarelli, 1996, 125-140;
34. Così lavoravano per Aretino. Franco, Dolce e la correzione di "Lettere, I", «Filologia e critica», XXI, 1996, 2, 264-280;
35. Per l'Albicante criptobiografo di Aretino, «Sincronie», I, 1997, 2, 25-58;
36. Bestiale e Divino in agone: Albicante, Aretino e la "Vita" pseudoberniana, in Regards sur la Renaissance italienne. Mélanges de Littérature offerts à Paul Larivaille, études réunies par Marie-Françoise Piéjus, Université Paris X-Nanterre, 1998, 33-43;
37. «... fecerunt Barberini». Attenuanti generiche e specifiche per Ortensio Lando plagiario di Jean Tixier de Ravisy, in Furto e plagio nella letteratura del classicismo , a c. di Roberto Gigliucci, Roma, Bulzoni, 1998, 283-299;
38. Dante: fortuna critica, in Storia generale della letteratura italiana, diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà, II, L'età di Dante. Il Trecento, Petrarca e Boccaccio, Milano, Motta, 1999, pp. 234-280;
39. Pietro Aretino, in Storia generale della letteratura italiana, diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà, IV, Rinascimento e Umanesimo II. Il pieno Cinquecento, Milano, Motta, 1999, pp. 519-558;
40. L'ottava delle meraviglie. Sviluppi della poesia cavalleresca, in Storia generale della letteratura italiana, diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà, V, L'età della Controriforma. Il tardo Cinquecento, Milano, Motta, 1999, pp. 187-219;
41. L'altro canto. Il Seicento non marinista, in Storia generale della letteratura italiana, diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà, VI, Il secolo barocco. Arte e scienza nel Seicento, Milano, Motta, 1999, pp. 199-246;
42. La discussione delle regole. Polemiche e trattati di letteratura e d'arte, in Storia generale della letteratura italiana, diretta da Nino Borsellino e Walter Pedullà, VI, Il secolo barocco. Arte e scienza nel Seicento, Milano, Motta, 1999, pp. 447-467;
43. Cinquecento capriccioso e irregolare. Dei lettori di Luciano e di Erasmo; di Aretino e Doni; di altri peregrini ingegni, in Cinquecento capriccioso e irregolare, vd. n. 13, pp. 7-30;
44. Lo scrittore all'abaco. La partita doppia di Pietro Aretino, in Cinquecento capriccioso e irregolare, vd. n. 13, pp. 149-172;
45. Cronache di una disaffezione. La memoria del primo giubileo nei commenti danteschi dal Tre al Cinquecento, in Dante e il giubileo, Atti del Convegno (Roma, 29-30 novembre 1999), a cura di Enzo Esposito, Firenze, Olschki, 2000, pp. 183-199;
46. Due re in Parnaso. Aretino e Bembo nella Venezia del doge Gritti, in Sylva. Studi in onore di Nino Borsellino, a cura di Giorgio Patrizi, Roma, Bulzoni, 2002, to. I, pp. 207-231;
47. Per Ortensio Lando a Venezia. In margine alla recente edizione dei «Paradossi», «Filologia e critica», XXVII, 2002, 1, pp. 102-123;
48. Il calice, il vino, l'aceto. Prime riflessioni sulle degenerazioni rinascimentali della tradizione esegetica, in Cum notibusse et comentaribusse. L'esegesi parodistica e giocosa del Cinquecento, vd. n. 23, pp. 9-31;
49. Note philologique, in L’Arétin. Sur la poétique, l’arte et les artistes (Michel-Ange et Titien), introduction, traduction et notes de Paul Larivaille, Paris, les Belles Lettres, 2003, pp. LVII-LXXV;
50. “Le monache son vergini a fatica” (Sorti, XLVII 12). La prima stagione della Nanna aretiniana, in Roma donne libri tra Medioevo e Rinascimento. In ricordo di Pino Lombardi, Roma, Roma nel Rinascimento, 2004, pp. 361-384;
51. Girolamo Ruscelli. Un viterbese alla corte di Pietro Aretino, in Medioevo viterbese, a cura di Alfio Cortonesi e Paola Mascioli, Viterbo, Sette Città, 2004, pp. 269-283;
52. 1542: Pietro Aretino sulla via di Damasco, in Il Rinascimento italiano di fronte alla Riforma, cfr. no. 25, pp. 129-158;
53. Un cappello per il divino. Note sul miraggio cardinalesco di Pietro Aretino, in Studi sul Rinascimento italiano-Italian Renaissance Studies, cfr. n. 24, pp. 189-226;
54. ‘Tu es pasquillus in aeterno’. Aretino non romano e la maschera di Pasquino, in Ex marmore. Pasquini, pasquinisti, pasquinate nell’Europa moderna, cfr. n. 26, pp. 67-96;
55. La ‘Nova espositione’ di Alessandro Vellutello. Un Dante per il Cinquecento, “L’Alighieri”, n.s. 27, XLVII, 2006, pp. 41-70;
56. Occasioni e snodi della praesentia Aretini nella Napoli del primo Cinquecento, in La Serenissima e il Regno. Nel V Centenario dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro, Atti del Convegno di Studi (Bari-Venezia, 4-8 ottobre 2004) raccolti da Davide Canfora e Angela Caracciolo Aricò, pref. di Francesco Tateo, Bari, Cacucci, 2006, pp. 575-599
Inglese
a) monographs and critic texts:
1. Pietro Aretino, Ragionamento - Dialogo, ed. P.P., con introd. di Nino Borsellino, Milan, Garzanti, 1984 ("I Grandi Libri");
2. Bartolomeo Davanzati, Novella di Matteo e del Grasso legnaiuolo, ed. P.P., Rome, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1987 ("Bibliotheca Biographica" 30);
3. P. P., Filologia ed esegesi dantesca nel Quattrocento. L'«Inferno» nel «Comento sopra la Comedia» di Cristoforo Landino, prem. di Giorgio Petrocchi, Florence, Olschki, 1989 ("Biblioteca dell'«Archivum Romanicum» 222);
4. La novella del Grasso legnaiuolo, ed. P.P., Pres. di Giorgio Manganelli, Milan-Parma, Fondazione Bembo-Guanda, 1990 ("Biblioteca di scrittori italiani") [II ed.: Milan, Garzanti 1998 ("I Grandi Libri" 759)];
5. Letteratura italiana, ed. Alberto Asor Rosa, Gli Autori. Dizionario bio-bibliografico e Indici, ed. Giorgio Inglese, P. P., Luigi Trenti, 2 vols, Turin, Einaudi, 1990-1991;
6. Pietro Aretino, Lettere, 2 vols, ed. P.P., Milan, Rizzoli, 1991 ("Biblioteca Universale Rizzoli" L802-803);
7. Ortensio Lando, La sferza de' scrittori antichi et moderni, ed. P.P., Rome, Vignola, 1995 ("Biblioteca di letteratura italiana" 2);
8. Pietro Aretino, Lettere. Libro I, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 1997 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/1);
9. Anton Francesco Doni, Contra Aretinum (Teremoto, Vita, Oratione funerale), ed. P. P., Manziana, Vecchiarelli, 1998 ("Dipartimento di Storia e culture del testo e del documento - «Studi e testi» 6");
10. Pietro Aretino, Lettere. Libro II, ed. P. P., Rome, Salerno Editrice, 1998 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/2);
11. Commenti danteschi dei secoli XIV-XV-XVI, ed. P.P., CD, Rome, Lexis, 1999 ("Archivio Italiano");
12. Giovan Alberto Albicante, Occasioni aretiniane. (Vita di Pietro Aretino, Abbattimento, Nuova contentione), ed. P.P., Manziana, Vecchiarelli, 1999 ("Cinquecento. Testi" 1);
13. Pietro Aretino, Lettere. Libro III, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 1999 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/3);
14. Pietro Aretino, Lettere. Libro IV, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 2000 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/4);
15. Pietro Aretino, Lettere. Libro V, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 2001 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/5);
16. Pietro Aretino, Lettere. Libro VI, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 2002 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" IV/6);
17. Lettere scritte a Pietro Aretino. Libro I, ed. P.P., Rome, Salerno Editrice, 2003 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" VII/1);
18. Lettere scritte a Pietro Aretino. Libro II, ed. P.P., Roma, Salerno Editrice, 2004 ("Edizione Nazionale delle Opere di Pietro Aretino" VII/2);
19. Lodovico Dolce, Terzetti per le «Sorti», ed. P.P., Treviso-Rome, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, 2006;
20. Francesco Marcolini, Le Sorti, facsimile reprint edn. 1540, ed. P. P., Treviso-Rome, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, in order to press;
21. Studi per le ‘Sorti’, ed. P. P., Treviso-Rome, Fondazione Benetton Studi e Ricerche-Viella, in order to press.
b) conference proceedings or miscellanies edited:
22. Cinquecento capriccioso e irregolare. Eresie letterarie nell'Italia del classicismo, Seminar of Italian Literature, Viterbo 6 february 1998, ed. P. P. and Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 1999;
23. Cum notibusse et comentaribusse. L'esegesi parodistica e giocosa del Cinquecento, Seminar o Italian Literature, Viterbo, 23-24 november 2001, ed. Antonio Corsaro and P.P., Manziana, Vecchiarelli, 2002;
24. Studi sul Rinascimento italiano-Italian Renaissance Studies. In memoria di Giovanni Aquilecchia, ed. A. Romano and P.P., Manziana, Vecchiarelli, 2005;
25. Il Rinascimento italiano di fronte alla Riforma: letteratura e arte-Sixteenth Century Italian Art and Literature and the Reformation, Proceedings of the International Conference, London, Warburg Institute 30-31 genuary 2004, ed. Chrysa Damianaki, P.P., Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 2005;
26. Ex marmore. Pasquini, pasquinisti, pasquinate nell’Europa moderna, Proceedings of the International Conference, Lecce-Otranto 17-19 november 2005, ed. Chrysa Damianaki, P.P., Angelo Romano, Manziana, Vecchiarelli, 2006;
c) essays:
27. Per una lettura del "Ragionamento" e del "Dialogo" di Pietro Aretino, «La Rassegna della letteratura italiana», XCI, 1987, 1, 46-65;
28. Note e testi per Francesco Angelo Coccio, «La Cultura», XXVII, 1989, 2, 387-417;
29. Per il Doni antiaretiniano. L'"Orazione funerale", «Studi e problemi di critica testuale», 47, 1993, 119-134;
30. "Ragionamento" e "Dialogo" di Pietro Aretino, in Letteratura italiana, ed. Alberto Asor Rosa, Le Opere, II. Dal Cinquecento all'Ottocento, Turin, Einaudi, 1993, 353-379;
31. Corrispondenti aretiniani. Giovan Pollio Lappoli, il Pollastra, e una sua satira inedita, «Filologia e critica», XVIII, 1993, 1, 70-86;
32. L'utopia consumata. Il "Mondo savio-Mondo pazzo" di Doni, in Letteratura italiana e utopia, Rome, Editori Riuniti, 1994, 13-27 («FM 1994. Annali del Dipartimento di Italianistica [dell'Università di Roma "La Sapienza"]»);
33. Pasquino genius loci, in Il localismo nell'economia e nell'analisi del territorio, nella lingua e nella letteratura, nella gestione degli archivi e delle biblioteche, Sant'Oreste 13-14 ottobre 1995, ed. Luciano Osbat, Manziana, Vecchiarelli, 1996, 125-140;
34. Così lavoravano per Aretino. Franco, Dolce e la correzione di "Lettere, I", «Filologia e critica», XXI, 1996, 2, 264-280;
35. Per l'Albicante criptobiografo di Aretino, «Sincronie», I, 1997, 2, 25-58;
36. Bestiale e Divino in agone: Albicante, Aretino e la "Vita" pseudoberniana, in Regards sur la Renaissance italienne. Mélanges de Littérature offerts à Paul Larivaille, ed. Marie-Françoise Piéjus, Paris, Université Paris X-Nanterre, 1998, 33-43;
37. «... fecerunt Barberini». Attenuanti generiche e specifiche per Ortensio Lando plagiario di Jean Tixier de Ravisy, in Furto e plagio nella letteratura del classicismo, ed. Roberto Gigliucci, Rome, Bulzoni, 1998, 283-299;
38. Dante: fortuna critica, in Storia generale della letteratura italiana, ed. Nino Borsellino and Walter Pedullà, II, L'età di Dante. Il Trecento, Petrarca e Boccaccio, Milan, Motta, 1999, pp. 234-280;
39. Pietro Aretino, in Storia generale della letteratura italiana, ed. Nino Borsellino and Walter Pedullà, IV, Rinascimento e Umanesimo II. Il pieno Cinquecento, Milan, Motta, 1999, pp. 519-558;
40. L'ottava delle meraviglie. Sviluppi della poesia cavalleresca, in Storia generale della letteratura italiana, ed. Nino Borsellino and Walter Pedullà, V, L'età della Controriforma. Il tardo Cinquecento, Milan, Motta, 1999, pp. 187-219;
41. L'altro canto. Il Seicento non marinista, in Storia generale della letteratura italiana, ed. Nino Borsellino and Walter Pedullà, VI, Il secolo barocco. Arte e scienza nel Seicento, Milan, Motta, 1999, pp. 199-246;
42. La discussione delle regole. Polemiche e trattati di letteratura e d'arte, in Storia generale della letteratura italiana, ed. Nino Borsellino and Walter Pedullà, VI, Il secolo barocco. Arte e scienza nel Seicento, Milan, Motta, 1999, pp. 447-467;
43. Cinquecento capriccioso e irregolare. Dei lettori di Luciano e di Erasmo; di Aretino e Doni; di altri peregrini ingegni, in Cinquecento capriccioso e irregolare, see number 13, pp. 7-30;
44. Lo scrittore all'abaco. La partita doppia di Pietro Aretino, in Cinquecento capriccioso e irregolare, see number 13, pp. 149-172;
45. Cronache di una disaffezione. La memoria del primo giubileo nei commenti danteschi dal Tre al Cinquecento, in Dante e il giubileo, Proceedings of the Conference (Rome, 29-30 november 1999), ed. Enzo Esposito, Florence, Olschki, 2000, pp. 183-199;
46. Due re in Parnaso. Aretino e Bembo nella Venezia del doge Gritti, in Sylva. Studi in onore di Nino Borsellino, ed. Giorgio Patrizi, Rome, Bulzoni, 2002, to. I, pp. 207-231;
47. Per Ortensio Lando a Venezia. In margine alla recente edizione dei «Paradossi», «Filologia e critica», XXVII, 2002, 1, pp. 102-123;
48. Il calice, il vino, l'aceto. Prime riflessioni sulle degenerazioni rinascimentali della tradizione esegetica, in Cum notibusse et comentaribusse. L'esegesi parodistica e giocosa del Cinquecento, see number 23, pp. 9-31;
49. Note philologique, in L’Arétin. Sur la poétique, l’arte et les artistes (Michel-Ange et Titien), introduction, traduction et notes de Paul Larivaille, Paris, les Belles Lettres, 2003, pp. LVII-LXXV;
50. “Le monache son vergini a fatica” (Sorti, XLVII 12). La prima stagione della Nanna aretiniana, in Roma donne libri tra Medioevo e Rinascimento. In ricordo di Pino Lombardi, Rome, Roma nel Rinascimento, 2004, pp. 361-384;
51. Girolamo Ruscelli. Un viterbese alla corte di Pietro Aretino, in Medioevo viterbese, ed. Alfio Cortonesi and Paola Mascioli, Viterbo, Sette Città, 2004, pp. 269-283;
52. 1542: Pietro Aretino sulla via di Damasco, in Il Rinascimento italiano di fronte alla Riforma, see number 25, pp. 129-158;
53. Un cappello per il divino. Note sul miraggio cardinalesco di Pietro Aretino, in Studi sul Rinascimento italiano-Italian Renaissance Studies, see number 24, pp. 189-226;
54. ‘Tu es pasquillus in aeterno’. Aretino non romano e la maschera di Pasquino, in Ex marmore. Pasquini, pasquinisti, pasquinate nell’Europa moderna, see number 26, pp. 67-96;
55. La ‘Nova espositione’ di Alessandro Vellutello. Un Dante per il Cinquecento, «L’Alighieri», n.s. 27, XLVII, 2006, pp. 41-70;
56. Occasioni e snodi della praesentia Aretini nella Napoli del primo Cinquecento, in La Serenissima e il Regno. Nel V Centenario dell’Arcadia di Iacopo Sannazaro, Proceedings of the Conference (Bari-Venice, 4-8 october 2004), ed. Davide Canfora and Angela Caracciolo Aricò, with an introduction of Francesco Tateo, Bari, Cacucci, 2006, pp. 575-599